top of page

Come dire di no senza creare resistenza

Perché la trasparenza disinnesca i conflitti meglio della gentilezza generica


Dire NO senza generare tensione emotiva
Dire NO spaventa, quindi ti svelo la formula esatta per non generare tensione

Qualche sera fa mi è capitata una cosa piccola che però mi ha fatto riflettere parecchio, e credo valga la pena raccontartela perché ha a che fare con un meccanismo comunicativo che vedo all'opera ogni giorno: nelle aziende in cui faccio formazione, nelle sessioni di coaching, nelle conversazioni dei miei clienti con i loro collaboratori.


Ero a fine giornata, stanco, a un certo punto mi è uscita la classica frase di congedo gentile: qualcosa tipo "dai, vai a goderti la serata". Educata, calda, impeccabile dal punto di vista del paraverbale.

L'altro però mi ha fermato e mi ha chiesto: "perché vuoi chiudere proprio adesso? Cosa hai notato?"


A quel punto ho fatto una scelta diversa. Invece di insistere con la gentilezza, gli ho spiegato esattamente il motivo per cui sentivo che era il momento giusto di fermarsi, perché continuare oltre un certo punto sarebbe stato controproducente.


La risposta che è arrivata mi ha colpito: "si ho capito, scusami avevo frainteso la tua fretta nel..." (per motivi di privacy mi fermo qui)

Il meccanismo dietro la resistenza


Qui c'è una cosa interessante che vale la pena spacchettare.

La gentilezza generica, quella senza spiegazioni, suona come una porta chiusa con un sorriso. Il problema è che una porta chiusa, anche se chiusa bene, attiva nell'altro una reazione automatica: vuole capire cosa c'è dietro. E più la porta è morbida, più la curiosità aumenta.


È un principio che chi studia comunicazione conosce da sempre, ma che nella pratica quotidiana viene continuamente dimenticato.


Quando diciamo "non posso adesso, magari ci sentiamo dopo", "preferirei non parlarne", "mi sembra meglio fermarsi qui", stiamo offrendo gentilezza ma stiamo trattenendo l'informazione vera. E l'altro lo sente. Non sempre lo verbalizza, ma a livello non verbale registra benissimo che gli stiamo dando il guscio senza il contenuto.


La trasparenza fa l'opposto. Quando spieghi il motivo reale di una scelta, non stai chiudendo una porta: stai mostrando all'altro il meccanismo. E nel momento in cui l'altro vede il meccanismo, smette di essere oggetto della tua decisione e diventa partecipe di essa. Non deve più forzare nulla, perché la scelta torna nelle sue mani.


Tre contesti in cui questo cambia tutto

Il no del manager al collaboratore


Pensa a un manager che deve dire di no a una richiesta di un collaboratore.

La versione gentile suona così: "ci ho pensato, ma in questo momento non riesco a darti questa cosa." Lascia il collaboratore con un'unica strada: insistere, oppure andarsene frustrato.


La versione trasparente suona invece così: "non te lo posso dare perché sto già allocando quella risorsa su un altro progetto che ha priorità più alta questo trimestre, e se la dividessi finirei per non chiudere bene nessuna delle due cose."


Cambia tutto. Il collaboratore esce con un'informazione vera, può ricalibrare le sue richieste, e soprattutto non sente di essere stato liquidato.


L'obiezione del cliente sul prezzo


Pensa a una sessione di vendita. Il cliente fa un'obiezione sul prezzo.

La risposta gentile è: "capisco la sua perplessità, vediamo insieme se possiamo trovare una soluzione."

La risposta trasparente è: "il prezzo è questo perché copre tre cose specifiche che le elenco adesso, e se ne togliamo una scende del trenta per cento ma perdiamo la parte che secondo me è quella che le serve di più."


La seconda non sta vendendo di più, sta vendendo meglio, perché il cliente capisce su cosa sta decidendo.


Il no genitoriale all'adolescente


Pensa a un genitore che dice di no a un figlio adolescente.

"Perché lo dico io" è autoritario.

"Perché ho notato che le ultime tre volte sei tornato dopo l'orario che avevamo concordato e voglio capire prima di rifidarmi" è trasparenza.


La seconda non è meno netta, anzi spesso è più netta, ma toglie all'altro la possibilità di interpretarla come arbitraria.


Perché funziona davvero


Il punto profondo è questo: la resistenza nasce quasi sempre da una percezione di arbitrarietà.

Quando l'altro pensa che la tua decisione sia capricciosa, opaca o ingiusta, resiste. Quando capisce il criterio con cui hai deciso, anche se il criterio non gli piace, smette di resistere e passa a discutere il criterio stesso, che è una conversazione molto più produttiva.


La gentilezza senza trasparenza dice: "fidati di me, sto facendo la cosa giusta." Chiede credito.

La trasparenza dice: "ecco perché sto facendo questa cosa, ora decidi tu cosa farne." Restituisce potere.


C'è un piccolo paradosso che vale la pena notare. Spesso pensiamo che la gentilezza sia il modo più rispettoso di trattare l'altro, e che la trasparenza diretta sia un po' brusca. Nella pratica è quasi sempre il contrario.

La gentilezza generica tratta l'altro come qualcuno da gestire, da non urtare, da accompagnare alla porta con un sorriso. La trasparenza tratta l'altro come un adulto capace di reggere l'informazione vera e di farne qualcosa.


Un esercizio da provare questa settimana


La prossima volta che ti trovi nella posizione di dover dire di no, di chiudere una conversazione, di rinviare qualcosa, prova a fare un passaggio in più prima di rispondere.

Chiediti: qual è il motivo vero per cui sto scegliendo questa cosa? Non quello presentabile, quello vero.


Poi prova a dirlo. Non in modo crudo, ma in modo pulito.

Vedrai due cose. La prima è che il tuo interlocutore reagirà meglio di quanto temevi. La seconda è che tu stesso ti sentirai più solido nella scelta, perché avrai dovuto articolarla davvero, e non potrai più nasconderti dietro una formula educata che lasciava aperta una piccola ambiguità sul fatto che quella scelta fosse davvero tua.

La gentilezza vera, alla fine, non è quella che addolcisce. È quella che rispetta abbastanza l'altro da dirgli come stanno davvero le cose.


Inizia un percorso in comunicazione relazionale in azienda con Andrea Zagato, trovi qui le informazioni da dare alla tua Azienda e/o HR per iniziare a cambiare il clima lavorativo con strumenti pratici e realmente applicabili. PREMI QUI:



 
 
Copertina del Libro: quello che le parole non dicono di Andrea Zagato

Quello che le parole non dicono

Avvisami quando esce un nuovo articolo

Grazie per l'iscrizione!

Andrea Zagato - Business Coach, docente aziendale

Andrea Zagato, Business Coach & Corporate Trainer specializzato in Intelligenza Artificiale a supporto delle società per comunicare in modo efficace con il proprio pubblico, incrementando visibilità e performance di vendita. Professore presso l'Università Bicocca di Milano corso: Social Media Marketing e docente presso la Digital Export Academy di ICE/ITA, per promuovere l'eccellenza italiana sui mercati internazionali.

In qualità di Docente Aziendale, affianco figure come amministratori delegati, manager, dirigenti e team leader nello sviluppo di competenze trasversali essenziali (soft skills) quali: comunicazione assertiva, gestione dello stress, time management, miglioramento del clima aziendale, public speaking, sviluppo della leadership, supporto al manager e gestione dei conflitti.

I percorsi che propongo sono esperienziali, basati su attività pratiche e concrete, con strumenti immediatamente applicabili al termine di ogni sessione formativa.

Nel mio ruolo di Digital Strategist, supporto aziende ed enti pubblici nei processi di digitalizzazione delle loro attività, occupandomi della progettazione e implementazione di strategie di marketing digitale, con un focus specifico su Web e Social Media.

Tra i miei clienti si annoverano aziende come: PricewaterhouseCoopers PWC S.p.A., Societè Generale Investment Banking S.A., Aria S.p.A. Regione Lombardia, L'Oreal LUXE S.p.A., Zurich Assicurazioni S.p.A., Cattolica Assicurazioni S.p.A., TecnorMacchine S.p.A., ItalCementi S.p.A., Nessi & Majochhi S.p.A., Casa.it S.p.A., Facile.it S.p.A., Fraschetti S.p.A., C.P. S.p.A., WiseEnergy Italia S.r.l., Ipsos S.A., Big Bus Tours limited, Prevital Group S.r.l., BLUM novotest S.r.l., Gruppo SADA S.r.l., Hiskin S.r.l., Punto Sistemi Servizi S.r.l., Weber Shandwick s.r.l., Confederazione Nazionale Coldiretti, l'Università degli Studi Bicocca Milano, ICE/ITA Digital Export Academy

  • Instagram - Bianco Circle
  • YouTube - Bianco Circle
  • LinkedIn - Bianco Circle
  • Social TikTok @andreazagatocoach
  • Facebook - Bianco Circle

Andrea Zagato - business coach - Milano | P.IVA 03803720121 | Privacy & Policy

bottom of page