Insegna alla tua voce interiore a farti star bene

Questa sera sono esausto, ho finito la mia riserva energetica ed è in questi momenti che mi accorgo quanto la mia voce interiore possa abbattermi con pensieri intrinsechi di negatività e riflessioni disfattiste.


A quanti capitano momenti come il mio? ah di certo non mettetevi a scrivere messaggi su whatsapp o mail di lavoro! Spegnete ogni dispositivo che possa comunicare con l’esterno.


Così ho deciso di scrivere questo articolo, era da tempo che desideravo farlo, ma come ben sapete l’estro creativo non è sempre dietro l’angolo e l’emotività negativa va accettata e incanalata per veicolarla a nostro favore (non ho detto trasformarla in positività!) Accettate e vivete i vostri momenti di negatività!


Quando parliamo, il nostro pigro cervello, tenta sempre di trovare la strada più breve per arrivare ad esprimere concetti, per compiere azioni o ricordare momenti.


Gli studi confermano che il nostro cervello funziona a 30Watt (come una lampadina ad incandescenza che produce una flebile luce calda), proprio per questo tenta in tutti i modi di poter risparmiare energia per poter al meglio utilizzare tutte le sue funzioni.

Mentre parliamo a noi stessi o ad altri tendiamo ad esprimere un modo generico stati fisici, emotivi, o ad emettere giudizi.

Questa deformazione comunicativa rende la comunicazione più veloce ma al tempo stesso produce danni che, col passare del tempo, possono generare frustrazione; sto parlando dell’effetto “incondizionato”.


Primo esempio pratico.

Il mio amico mi parla della sua nuova frequentazione e afferma che tutti gli uomini sono egoisti in amore, così gli rispondo con:


“ma sai che sei proprio superficiale”


Questo è ciò che penso e glielo dico ma, non mi rendo conto che questa frase potrebbe innescare un sentimento di frustrazione molto forte perché ho emesso un giudizio incondizionato.





Secondo esempio pratico.

Prendo i vestiti da sopra la lavatrice e faccio cadere lo smartphone sul pavimento (con conseguente rottura dello schermo), e dopo qualche imprecazione, mi dico:


“che idiota che sono”


Va bene forse ho esagerato, mi potrei dire “che maldestro che sono”, ma tanto lo so che vi dite anche di peggio.. ma non è importante cosa vi dite ma come ve lo dite.


Ogni giudizio ha una grande potenza che si sviluppa dentro di voi come una pianta rampicante che più cresce più copre ogni cosa senza lasciar penetrare la luce e son così le convinzioni su noi stessi: ci arrendiamo al buio delle convinzioni che abbiamo creato (o che hanno creato altre persone per noi) nel tempo perdendo la forza di credere nel cambiamento e di adattarci al presente.


Inoltre, voi non siete nella testa della persona con cui parlate; ci sono parole o affermazioni che tendono a generare frustrazione o grandi aspettative che, non essendo collegate ad una condizione, per il ricevente si trasformano in ansie e paure.


Ritornando agli esempi precedenti.

Il mio amico non è superficiale! L’affermazione corretta doveva essere:


GIUDIZIO “per me sei superficiale” +