Come acquisire fiducia in sé stessi




Ho un vivo ricordo seduto di fronte a tre persone a me sconosciute. La stanza era asettica e la temperatura alquanto bassa. Mentre tenevo la mia cartelletta in mano, uno dei tre mi disse "come sei giovane, è strano vedere un ventenne ad un colloquio di lavoro di questo tipo"; cominciai a muovermi sulla sedia, ruotai leggermente la testa e sentii una forte ansia crescere dentro di me, non sapevo come ribattere.

La frase che d'impeto mi uscii fu: "forse ho sbagliato a leggere l'annuncio, ma è il mio primo colloquio e la prenderò sicuramente come un'esperienza".

Non mi rimprovero di esser stato così impacciato nel muovermi e nel parlare.

Gli altri due sconosciuti non mi considerarono nemmeno, avevano un atteggiamento molto sicuro, schiena ben appoggiata alla sedia, braccia larghe, addirittura uno dei due abbracciava la sedia accanto.

In quel momento iniziai ad imitarli, ma con scarso successo.


Entrò una donna, affascinante, con uno sguardo di ghiaccio e mi fissò subito dritto negli occhi, già stavo muovendo incessantemente la gamba, ma in quel momento si aggiunse un brivido freddo per tutto il corpo, lo stomaco era già k.o.


L'esaminatrice mi disse: "tu per ultimo, se non puoi aspettare vai pure". Un inizio perfetto per un primo colloquio, ma il suo sorriso finale trasformò il suo volto in uno simile ad una scena di un film dove una donna, dalla doppia corazza, abbassa le sue armi e mostra il suo lato più materno.

Decisi ovviamente di rimanere.

Dopo due ore e mezza l'ansia era quadruplicata e mi immaginavo già a casa alla ricerca di un colloquio di lavoro più amichevole.

Ti racconto questa mia esperienza personale perché mi ha insegnato una grande lezione di vita: chi non ti conosce deve ancora esplorarti, l'istinto ti porterà a confermare le aspettative degli altri e la mente a studiare l'altro. Ricordati, in tutto questo, di non dimenticarti della cosa più importante: te stesso.

Mi alzai, guardai un punto ben preciso (la luce rossa del condizionatore d'aria spento) e mi dissi mentalmente "Andrea proprio come alla tua tesi di Laurea: sii protagonista di te stesso". Iniziammo a parlare, misi in luce i miei studi, la mia inesperienza nel campo della formazione, man mano il corpo si stabilizzava, la voce diventava cristallina e non guardavo la donna davanti a me ma guardavo me stesso. Sentivo una grande voglia di mettermi in gioco, di vivermi quel momento e non pensai al dopo, ma rimasi coi piedi per terra.


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